"Il Messaggero", 21 maggio 2004
 

 
Dal sito cupacupa.it
 

 
Forino News n. 10
 
 
Dal sito ilgiornalino.net

 
 
"Il Mattino", 13 dicembre 2007
 

"Il Messaggero" di Roma

 
Dal sito cupacupa.it
Per parafrasare il titolo del primo lavoro discografico dell'ensamble Meritmirì si potrebbe dire che dalla scrittura orale delle radici si viene proiettati nel suono "a colori" tipico della tradizione musicale del meridione. Basta infatti inserire nel lettore il cd e lasciarsi pervadere dalla violenza epica della "Voce d'o' trainiere", canto impetuoso dove si accartocciano e si distendono millenni di cultura e meticciato sonoro. Un lavoro che sa riferirsi alla tradizione restando lontano con equidistanza sia dalle derive della filologia a tutti i costi che dai mendaci orpelli oleografici. Un lavoro genuino che ci riporta alla sostanza ossuta dei padri fatta di poche chiacchiere, dal succedersi della ritualità sociale e delle sue contraddizioni. Un omaggio delicato e passionale alla tradizione dei ceppi campano e laziale, concepito con eccelse capacità musicali, ottimi arrangiamenti ("lo sole è calato", "serenata"), evocative linee vocali ("ninna nanna", "madonna nun fa chiove", "Mariuccia"). Qui il dato della poesia popolare come diceva Pasolini, entra nelle viscere periferiche della città, e ci sembra la migliore risposta al deliquio del contemporaneo. Il cd di Gian Franco Santucci (voce, tammorra e tamburelli), Francesca Trenta (voce preziosa), Massimo Bislungo (chitarra), Francesco Migliaccio (mantici), Alfredo Notarloberti (violino), Francopaolo Perreca (fiati), si può fregiare della beltà di un lavoro che sa essere nel passato di una storia non ufficiale, con la freschezza e la consapevolezza propria del musicista di pregio che si proietta nel futuro.
Un disco da comprare e custodire nel proprio infinito di ricordi.
(Giuseppe De Trizio)
 
 
Forino News n.10
"Affascinante viaggio nella tradizione"
La musica popolare è parte integrante delle tradizioni e della cultura di un popolo. In Italia esistono varie identità culturali che si rifanno ad un passato lontano e da riscoprire. La frammentazione di identità nell’ambito della penisola italiana è stata in un certo senso "oscurata" dall’Unità d’Italia. Per secoli il nostro paese è stato interessato dall’incontro di varie culture, che ha differenziato in modo sostanziale il Nord dal Sud. A noi interessa il Meridione, e siamo ben felici di poter parlare del progetto culturale di un nostro compaesano, Gian Franco Santucci, e del gruppo da lui coordinato. La Campania e in modo particolare l’ Irpinia vengono raccontate da un sestetto di musicisti che, attraverso serenate e ninne nanne, canti a distesa e polivocali, alla mietitura e alla carrettiera, conducono lo spettatore in un viaggio ideale in cui il percorso canoro, si snoda fra la forza ritmica della tammurriata, e la leggerezza ironica della tarantella montemaranese. Durante il racconto sonoro, si aprono anche delle finestre sulle regioni confinanti, che la posizione geografica della Campania facilita. Verso nord nel Basso Lazio con la ballarella e alcuni canti che possiedono già elementi dialettali della limitrofa vocalità partenopea, verso sud, dalla provincia di Salerno con la Basilicata e la Calabria, e dalla provincia di Avellino con la Puglia. Tali esplorazioni  nei repertori tradizionali delle altre regioni, restano puri riferimenti che non offuscano la vista dell’ originale ceppo musicale campano. Il gruppo infatti, nasce su invito di Gian Franco Santucci, espressione autoctona  delle varie forme canore della tradizione campana, che riunisce sei musicisti  provenienti da aree diverse della regione, in possesso di significative esperienze musicali. Per la scrittura del repertorio  si è partiti da elementi musicali che a volte sono riprodotti così come la tradizione  orale li ha tramandati, talvolta invece sono stati rielaborati con nuovi arrangiamenti, sempre rispettando il sapore dell’originalità.
 
Dal sito ilgiornalino.net
"MeRitmiRì: l'entusiasmo delle musiche popolari"

Meritmirì in concerto

La Chiesa di San Sebastiano ha fornito l'ambientazione ideale per il Gianfranco Santucciconcerto di musica popolare dei MerRitmiRì, che si è tenuto nel tardo pomeriggio di domenica 10 dicembre. Fin dalle prime note i musicisti sono riusciti a scaldare il pubblico e a coinvolgerlo nelle performance, sia attraverso il battito delle mani e il canto, sia nella danza. Il concerto, organizzato dalla "Rete del Folklore nel Lazio" con la direzione artistica di Maurizio Sparagna e patrocinato dalla Regione Lazio e dal Comune di Acuto, rappresentava infatti la conclusione di un progetto più ampio, nell'ambito del quale Francesca Trenta e Gianfranco Santucci, i due cantanti del gruppo, avevano tenuto alcune lezioni di ballo tradizionale (Pizzica e Saltarello) e di tamburello.Durante le quasi due ore di performance i cinque artisti (oltre a Trenta e Santucci, Francesco Migliaccio all'organetto e fisarmonica, Massimo Biclungo alla chitarra classica e battente, Francesco Paolo Perreca al clarinetto e flauti) hanno presentato un'incredibile rassegna di musiche popolari del Mezzogiorno che, sottratte all'oblio, hanno dimostrato di mantenere intatta un'incredibile carica evocativa e la capacità di risvegliare negli ascoltatori antiche memorie e assonanze connaturate alla identità culturale della nostra terra. Tra canti a distesa, tammurriate, tarante, serenate, ninne nanne è stato ripresentato in forma musicale un intero mondo, che pur scomparso nella realtà quotidiana, continua a rappresentare un essenziale riferimento alle nostre origini e dal quale, nel bene e nel male, discende il nostro stesso modo di pensare: gli schemi mentali e culturali cambiano infatti con ritmi molto differenti, estremamente più lenti rispetto al quadro tecnologico ed economico nel quale siamo immersi. Oltre al godimento estetico della buona musica, questo concerto ci ha regalato in questo senso delle suggestioni preziose.

 
"Il Mattino" di Napoli, edizione di Avellino
"Serata dedicata ai riti e ritmi del meridione"

Ritmi e riti del Meridione, questa sera, nell’Auditorium del Centro Sociale Samantha Della Porta in via Silvati e Morelli ad Avellino. Sul palco, in un concerto di canti popolari, si alterneranno Francesca Trenta (voce e ballo), Alfredo Notarloberti (violinista), Massimo Biclungo, chitarrista di formazione classica), Francesco Migliaccio (fisarmonica ed organetto) Gian Franco Santucci (voce, tammorra, tamburelli, ciaramella, tromba de’ zingari) fondatore del gruppo e rappresentante della cultura irpina. Lo spettacolo titolato «Dalle radici al suono», è anche il lavoro discografico di MeRitmiRi, che contiene preziose rielaborazioni di canti popolari che caratterizzano l’area Irpina: la forza ritmica della tammurriata e la leggerezza ironica della tarantella di Montemarano, conducono lo spettatore in un viaggio musicale fra suoni e ritmi dell'Irpinia e della Campania, con omaggio anche al repertorio tradizionale delle regioni della restante area dell'Italia centro meridionale. La partecipazione straordinaria di due voci storiche, testimoni della vocalità antica del canto sul tamburo come quelle di Giovanni Del Sorbo «Zi' Giannino» e Fedele Avino "«Zi' Fedele», rendono la serata un grande evento da non perdere.
(Carmine Pericolo)