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"Il
Messaggero" di Roma
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Dal sito cupacupa.it
Per parafrasare il titolo del primo lavoro discografico dell'ensamble
Meritmirì si potrebbe dire che dalla scrittura orale delle radici
si viene proiettati nel suono "a colori" tipico della tradizione
musicale del meridione. Basta infatti inserire nel lettore il cd e
lasciarsi pervadere dalla violenza epica della "Voce d'o'
trainiere", canto impetuoso dove si accartocciano e si distendono
millenni di cultura e meticciato sonoro. Un lavoro che sa
riferirsi alla tradizione restando lontano con equidistanza sia
dalle derive della filologia a tutti i costi che dai mendaci
orpelli oleografici. Un lavoro genuino che ci riporta alla
sostanza ossuta dei padri fatta di poche chiacchiere, dal
succedersi della ritualità sociale e delle sue contraddizioni. Un
omaggio delicato e passionale alla tradizione dei ceppi campano e
laziale, concepito con eccelse capacità musicali, ottimi
arrangiamenti ("lo sole è calato", "serenata"), evocative linee
vocali ("ninna nanna", "madonna nun fa chiove", "Mariuccia"). Qui
il dato della poesia popolare come diceva Pasolini, entra nelle
viscere periferiche della città, e ci sembra la migliore risposta
al deliquio del contemporaneo. Il cd di Gian Franco Santucci
(voce, tammorra e tamburelli), Francesca Trenta (voce preziosa),
Massimo Bislungo (chitarra), Francesco Migliaccio (mantici),
Alfredo Notarloberti (violino), Francopaolo Perreca (fiati), si
può fregiare della beltà di un lavoro che sa essere nel passato di
una storia non ufficiale, con la freschezza e la consapevolezza
propria del musicista di pregio che si proietta nel futuro.
Un disco da comprare e custodire nel proprio infinito di ricordi.
(Giuseppe De Trizio)
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Forino News n.10
"Affascinante viaggio nella tradizione"
La musica popolare è parte integrante delle
tradizioni e della cultura di un popolo. In Italia
esistono varie identità culturali che si rifanno
ad un passato lontano e da riscoprire. La
frammentazione di identità nell’ambito della
penisola italiana è stata in un certo senso
"oscurata" dall’Unità d’Italia. Per secoli il
nostro paese è stato interessato dall’incontro di
varie culture, che ha differenziato in modo
sostanziale il Nord dal Sud. A noi interessa il
Meridione, e siamo ben felici di poter parlare del
progetto culturale di un nostro compaesano, Gian
Franco Santucci, e del gruppo da lui coordinato.
La Campania e in modo particolare l’ Irpinia
vengono raccontate da un sestetto di musicisti
che, attraverso serenate e ninne nanne, canti a
distesa e polivocali, alla mietitura e alla
carrettiera, conducono lo spettatore in un viaggio
ideale in cui il percorso canoro, si snoda fra la
forza ritmica della tammurriata, e la leggerezza
ironica della tarantella montemaranese. Durante il
racconto sonoro, si aprono anche delle finestre
sulle regioni confinanti, che la posizione
geografica della Campania facilita. Verso nord nel
Basso Lazio con la ballarella e alcuni canti che
possiedono già elementi dialettali della limitrofa
vocalità partenopea, verso sud, dalla provincia di
Salerno con la Basilicata e la Calabria, e dalla
provincia di Avellino con la Puglia. Tali
esplorazioni nei repertori tradizionali delle
altre regioni, restano puri riferimenti che non
offuscano la vista dell’ originale ceppo musicale
campano. Il gruppo infatti, nasce su invito di
Gian Franco Santucci, espressione autoctona delle
varie forme canore della tradizione campana, che
riunisce sei musicisti provenienti da aree
diverse della regione, in possesso di
significative esperienze musicali. Per la
scrittura del repertorio si è partiti da elementi
musicali che a volte sono riprodotti così come la
tradizione orale li ha tramandati, talvolta
invece sono stati rielaborati con nuovi
arrangiamenti, sempre rispettando il sapore
dell’originalità.
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Dal sito ilgiornalino.net
"MeRitmiRì:
l'entusiasmo delle musiche popolari" |
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La
Chiesa di San Sebastiano ha fornito
l'ambientazione ideale per il
concerto di
musica popolare dei MerRitmiRì, che si è
tenuto nel tardo pomeriggio di domenica 10
dicembre. Fin dalle prime note i musicisti
sono riusciti a scaldare il pubblico e a
coinvolgerlo nelle performance, sia attraverso
il battito delle mani e il canto, sia nella
danza. Il concerto, organizzato dalla "Rete
del Folklore nel Lazio" con la direzione
artistica di Maurizio Sparagna e patrocinato
dalla Regione Lazio e dal Comune di Acuto,
rappresentava infatti la conclusione di un
progetto più ampio, nell'ambito del quale
Francesca Trenta e Gianfranco Santucci, i due
cantanti del gruppo, avevano tenuto alcune
lezioni di ballo tradizionale (Pizzica e
Saltarello) e di tamburello.Durante
le quasi due ore di performance i cinque
artisti (oltre a Trenta e Santucci, Francesco
Migliaccio all'organetto e fisarmonica,
Massimo Biclungo alla chitarra classica e
battente, Francesco Paolo Perreca al
clarinetto e flauti) hanno presentato
un'incredibile rassegna di musiche popolari
del Mezzogiorno che, sottratte all'oblio,
hanno dimostrato di mantenere intatta
un'incredibile carica evocativa e la capacità
di risvegliare negli ascoltatori antiche
memorie e assonanze connaturate alla identità
culturale della nostra terra. Tra canti a
distesa, tammurriate, tarante, serenate, ninne
nanne è stato ripresentato in forma musicale
un intero mondo, che pur scomparso nella
realtà quotidiana, continua a rappresentare un
essenziale riferimento alle nostre origini e
dal quale, nel bene e nel male, discende il
nostro stesso modo di pensare: gli schemi
mentali e culturali cambiano infatti con ritmi
molto differenti, estremamente più lenti
rispetto al quadro tecnologico ed economico
nel quale siamo immersi. Oltre al godimento
estetico della buona musica, questo concerto
ci ha regalato in questo senso delle
suggestioni preziose. |
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"Il Mattino" di Napoli, edizione
di Avellino
"Serata dedicata ai riti e ritmi del meridione"
Ritmi e riti del Meridione, questa sera,
nell’Auditorium del Centro Sociale Samantha Della
Porta in via Silvati e Morelli ad Avellino. Sul
palco, in un concerto di canti popolari, si
alterneranno Francesca Trenta (voce e ballo),
Alfredo Notarloberti (violinista), Massimo
Biclungo, chitarrista di formazione classica),
Francesco Migliaccio (fisarmonica ed organetto)
Gian Franco Santucci (voce, tammorra, tamburelli,
ciaramella, tromba de’ zingari) fondatore del
gruppo e rappresentante della cultura irpina. Lo
spettacolo titolato «Dalle radici al suono», è
anche il lavoro discografico di MeRitmiRi, che
contiene preziose rielaborazioni di canti popolari
che caratterizzano l’area Irpina: la forza ritmica
della tammurriata e la leggerezza ironica della
tarantella di Montemarano, conducono lo spettatore
in un viaggio musicale fra suoni e ritmi
dell'Irpinia e della Campania, con omaggio anche
al repertorio tradizionale delle regioni della
restante area dell'Italia centro meridionale. La
partecipazione straordinaria di due voci storiche,
testimoni della vocalità antica del canto sul
tamburo come quelle di Giovanni Del Sorbo «Zi'
Giannino» e Fedele Avino "«Zi' Fedele», rendono la
serata un grande evento da non perdere.
(Carmine Pericolo)
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