La Campania e in modo particolare l’ Irpinia vengono raccontate da un sestetto di musicisti che, attraverso serenate e ninne nanne, canti a distesa e polivocali, alla mietitora e alla carrettiera, conducono lo spettatore in un viaggio ideale in cui il percorso canoro, si snoda fra la forza ritmica della tammurriata, e la leggerezza ironica della tarantella montemaranese .Durante il racconto sonoro, si aprono anche delle finestre sulle regioni confinanti,che la posizione geografica della Campania facilita: verso nord nel Basso Lazio con la ballarella e alcuni canti che possiedono già elementi dialettali della limitrofa vocalità partenopea, verso sud, dalla provincia di Salerno con la Basilicata e la Calabria, e dalla provincia di Avellino con la Puglia. Tali esplorazioni  nei repertori tradizionali delle altre regioni, restano puri riferimenti che non offuscano la vista dell’ originale ceppo musicale campano. Il gruppo infatti, nasce su invito di Gian Franco Santucci, espressione autoctona  delle varie forme canore della tradizione campana, che riunisce sei musicisti  provenienti da aree diverse della regione, in possesso di significative esperienze musicali. Per la scrittura del repertorio  si è partiti da elementi musicali e coreutici puri che a volte sono riprodotti così come la tradizione  orale li ha tramandati, talvolta invece sono stati rielaborati con nuovi arrangiamenti, sempre rispettando il sapore dell’originalità.
 

canto a ottave

canzona cu o tammuro

Maronna nun fa chiove montemaranese
pizzica saltarello serenata tammurriata